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VALUTAZIONE IMPRONTA AMBIENTALE - daicarulina srl

  • Stato del progetto:Attivo
  • Data di partenza progetto:-
  • Data completamento:-
  • Organizzatore:IEFE - BOCCONI - DAICARULINA
  • Categoria del progetto:Valutazione impronta ambientale
Impronta ambientale

VALUTAZIONE IMPRONTA AMBIENTALE

Valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti del consorzio affidata all’Università Bocconi di Milano

 

La Dai Carulina, consapevole che la competitività dei prodotti oggi si gioca sempre più sulla possibilità di comunicare ed assicurare al cliente che questi provengono da contesti produttivi noti e riconosciuti come sinonimi di “eccellenza” ha affidato nel 2016, con contratto n. 40010526, la valutazione dell’impronta ambientale dei propri prodotti all’Università Bocconi di Milano, con l’obbiettivo di sviluppare una certificazione valida sul mercati del Nord Europa ed associare ai prodotti delle imprese consorziate un messaggio ecologico.

Molti degli sforzi che negli ultimi anni sono stati attuati dal sistema produttivo nazionale nell’intento di rilanciare il cosiddetto “made in Italy” si sono basati su tentativi di valorizzare la qualità dei prodotti garantita dalla loro provenienza, ovvero in ragione del fatto che questi prodotti fossero ideati, progettati e realizzati in zone geografiche in cui giocano alcuni fattori premianti del “modus operandi” e “vivendi” italiani: la creatività, la salubrità, le tradizioni culturali e artistiche, la forte connessione con il territorio, l’attenzione alla qualità della vita, etc. I marchi di origine DOP, IGT e similari vanno in questa direzione, ma ormai non sono più sufficienti se ad essi non viene associato il messaggio ecologico.

Nato come espressione del legame del prodotto “tipico” con il suo contesto territoriale, e come naturale completamento dei messaggi più tradizionali di “qualità della vita” e di “tutela della naturalità”, il messaggio ecologico ha progressivamente assunto un’importanza cruciale per molti distretti e sistemi locali, che oggi vogliono utilizzare la “qualità ambientale” come leva di marketing esplicita soprattutto nei confronti dei clienti esteri. La possibilità di associare al prodotto tipico di una certa zona geografica il concetto della “sostenibilità ambientale” si sta rivelando un fattore su cui molti contesti produttivi decidono di investire, nella prospettiva di garantirsi margini competitivi nel futuro. Tale leva sta venendo ulteriormente rafforzata dal fatto che nella mente dei consumatori si sta creando un’associazione tra “salubrità” del prodotto e sostenibilità, nonostante questa associazione abbia in realtà relazioni molto complesse.

Questa necessità è sentita in modo particolare per i settori in cui opera il consorzio, ovvero il lattiero-caseario, l’olio di oliva e le carni. Oggi, infatti, si stanno sempre più diffondendo modelli di consumo orientati ad un ridotto consumo di latticini o di carne, spingendo o sugli aspetti “light” o su prodotti di alta qualità, soprattutto per quanto attiene ai target di consumatori di elevata capacità di spesa sia nazionali che esteri. In questo caso, il messaggio ecologico sarebbe un particolare elemento di rafforzamento dell’immagine, che si associa alla tradizione e alla qualità del prodotto, dandoli un valore orientato alla salubrità.

E’ importante considerare infine che l’evidente incremento degli effetti dei cambiamenti climatici, come le siccità molto frequenti, creano concentrazioni di elementi inquinanti nei fiumi e nei laghi che possono indurre la politica, anche sull’onda dell’emergenza, a mettere vincoli maggiori sugli indicatori ambientali (ad esempio il rispetto della “Direttiva Nitrati”).

Caratteristiche tecniche del progetto

La proposta ha il duplice obiettivo di sviluppare l’applicazione della metodologia PEF – Product Environmental Footprint, definita dalla Commissione Europea DG Ambiente, come fondamento per le politiche e le iniziative a favore del miglioramento della resource efficiency e dell’impatto ambientale dei prodotti e dei loro cicli di vita e, nel contempo, di preparare efficacemente l’applicazione delle certificazioni ambientali, non escluso il futuro marchio Made Green in Italy nazionale ai prodotti selezionati. Si tratta quindi di introdurre un preciso orientamento nella produzione del Latte e dei formaggi, delle carni e dell’olio di oliva delle filiere di Dai Carulina, che è quello di associare alla produzione di qualità il messaggio ambientale e della sostenibilità visti non solo come strumenti di valorizzazione del territorio e dell’ambiente ma anche come strumento di differenziazione sul mercato.

Questo passaggio da prodotto di qualità e di tradizione, regolamentato da un preciso disciplinare di produzione, a prodotto che sia anche ecologico e sostenibile non è tuttavia affatto scontato. E’ opportuno essere consapevoli che possono essere necessari degli aggiustamenti specifici sulla filiera produttiva. Soprattutto, alla luce dei recenti PILOT STUDIES della Commissione Europea, che consentono di identificare dei benchmark per molteplici produzioni, tra cui anche quella dei prodotti lattiero-caseari e delle carni, è importante verificare se le produzioni del consorzio si trovano in contesti di basso impatto ambientale, misurabili attraverso un set di indicatori riconosciuto a livello internazionale e istituzionale o se invece si trovano collocate in ambiti “sopra il benchmark”, dove emergono impatti elevati e quindi penalizzanti in ottica strategica. Questo è l’obbiettivo centrale del lavoro che Dai Carulina sta conducendo in collaborazione con l’Università Bocconi, in una prospettiva di valorizzazione che non si applicherà solo ai prodotti del Consorzio ma anche idealmente a tutte le filiere del Sannio e di altre zone limitrofe che hanno caratteristiche simili.

Il progetto che è iniziato nel 2016 si concluderà alla fine del 2018.